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giovedì 8 novembre 2012

Lo STAGE... "retribuito"


CAPITOLO N.2



Vibrazioni...
In lontananza la voce di Bruce mi incita con le sue parole: "I'M WORKING ON A DREAM"No non è Springsteen appollaiato sul mio divano che mi suona la serenata, è solo il mio "BB" che a gran voce richiede la mia presenza. Mi imbatto nell'ennesima caccia al telefono (fosse una disciplina olimpica, io sarei da medaglia!), lo acciuffo al volo manco fosse un boccino da "quidditch".
Rispondo ansimando: "Oui, c'est moi!".
"Lei ha consegnato il suo CV presso uno dei nostri punti vendita?!" Mi chiede la voce sconosciuta al telefono.
"Non può avere dubbi", penso...
"E stata selezionata a partecipare ad uno dei nostri colloqui e se è interessata l'aspetto qua, nel "PAESE DELLE MERAVIGLIE", diciamo elle 15!?”.
"Si, si, SIIIIIIII". L'entusiasmo prende il sopravvento, ma abilmente e diciamolo con una certa esperienza oramai, non lascio trapelare alcuna emozione nella mia voce che prontamente intrattiene l'interlocutrice con domande inerenti al luogo dell'incontro, mentre appunto tutto su un pezzo di scottex che si finge essere un agenda e tento invano di divincolarmi dall'attacco sferrato al mio stinco dalla tigre in miniatura che non curante si lima le unghie sulla mia carne. Saluto, ringrazio, saluto e ringrazio in maniera convulsiva... Riaggancio felice e un tantino "sanguinante...".

Recupero l'agenda/scottex/delirio e segno ogni informazione ricevuta nell'agenda ufficiale dando il via ai preparativi. 
Apro l'armadio, svesto i panni della casalinga provetta e scelgo quelli della ragazza per bene, acqua e sapone, dinamica quanto basta, affidabile al punto giusto, professionale e cortese all’occorrenza:
Pantalone nero che ha sempre il suo perché; maglioncino hippy/Woodstock?! no, non è il caso...! Camicia, un classico e giacca nera che fa sempre la sua figura...
“Si cosi può andare...!”, il tutto accompagnato da un bel foulard multi color che all’originalità non mi va di rinunciare e per finire un bel paio di scarpe:
Le mie  amatissime "sneakers"... Ci sia mai da camminare, si intende!

Cerco la via, ovviamente sul web, scrivo i dettagli: "Carrozza n. 101, che parte alle 12:30 circa, fermata al cartello rosso, 30 km per inseguire il Bianconiglio… Circa... 
Ed eccomi nuovamente pronta, saluto Janis dalla porta di casa e mi incammino verso la mia destinazione.
Cerco Il Cappellaio Magico e acquisto due biglietti: andata e ritorno, precisa come al solito, aspetto l'arrivo della carrozza di turno n. 101 ed eccola che arriva.
Salgo, timbro la mia presenza e cerco un posto per sedermi nel caos fatto di seggiole/polvere/delirio. 
Scruto intorno a me i volti, non curanti l'uno dell'altro, ognuno perso e rapito dalle proprie faccene e discorsi da fare, tutti persi nei loro pensieri che vedo fluttuare nell'aria viziata e maleodorante mentre dal finestrino le sagome dei cartelli, con i nomi dei vari paesi, sfrecciano proiettando delle strane figure animate e dopo trenta minuti "circa", ecco la mia fermata!
Scendo alla prima, per non sbagliarmi e soprattutto perché non so esattamente bene dove io sia!
Mi guardo attorno cercando di orientarmi o meglio, cercando qualcuno a cui chiedere informazioni. Decido di proseguire la dove mi guida l'istinto ed ecco che appare una vecchina … “(Attenta Alice, attenta... se ti offre una mela, tu non accettare per nessuna ragione, intesi!?)”. Metto a tacere la voce della mia coscienza e mi avvicino piano, piano “(mica la voglio spaventare la nonnina, che alla mia coscienza non serve di certo!)”.
"Buon giorno signora, mi scusi se le causo disturbo, ma saprebbe indicarmi la strada che mi porta sulle orme del "Bianconiglio"?! L' ha visto per caso passare di qua ?!”.
Gli avrei anche potuto dire di essere Alice in persona, che tanto non avrebbe di certo fatto differenza, perché a quanto pare, l' alzheimer si era impossessato di lei senza lasciarle scelta. Lo compresi dal suo sorriso sdentato e soprattutto ebbi la conferma dalla domanda che mi rivolse:
"Se ben ricordo le via è di la, dove dice lei... non è vero???". 
Saluto affettuosamente la mia guida sdentata, tutta rughe/artrosi/saggezza evanescente e proseguo nella ricerca di qualcuno con meno lune sulle spalle.
Cammino, cammino e qualcosa oltre l’istinto mi dice di essere arrivata nel centro del paese quando, in alto e in bella mostra davanti a me vedo una scritta "BENVENUTI NEL POSTO CHE CERCATE". 
"Bene", mi dico e seguo la freccia che mi suggerisce, insieme al caro istinto, la via da prendere fino ad arrivare nel bel mezzo di una piazza, con tanto di fontana, monumenti vari e una chiesa, (c'è sempre una chiesa, anche quando non la cerchi, soprattutto quando non serve insomma!).
Cerco qualcuno a cui chiedere per la seconda volta informazioni e...  che sfiga oh! Manco un anima in sto paese? Più che delle meraviglie mi sembra deserto... Imbocco una via a sinistra sempre suggeritami dal mio buon istinto, ed eccoli la, due che fanno al caso mio (la scelta era quasi obbligata, lo so!). 
Una bella coppietta matura e affidabile!
Mi avvicino un po’ più spedita di quanto non avessi fatto con la vecchina, il sorriso pronto e dico: "Buon giorno signori, scusate l'interruzione (discutevano allegramente!), starei cercando la via X (da un bel po, pure!!), sapete indicarmi che strada prendere???”.
La donna mi sorride bonaria e in totale armonia mi dice: "Ci dispiace signorina, ma non abitiamo qua... Non conosciamo il posto".
"Che culo! penso, almeno non morirete di solitudine! Ringrazio, auguro loro una buona passeggiata nel nulla e oramai con metà suola di scarpe consumata, decido di tornare sui miei passi e oplà! Una persona che svolta l'angolo, viene dalla mia parte a passo svelto e vigoroso.
"Finalmente mi sembra davvero quella giusta" (Del resto era la terza della giornata che fermavo e di solito il 3 porta bene... Dicono!) E in effetti è cosi, mi dà la dritta giusta e con un po’, forse anche troppa, spavalderia mista a orgoglio mi dice che devo solo proseguire lungo la strada e girato l'angolo arriverò all'inizio della via che cerco!
Mi guardo attorno per capire da che lato mettermi per iniziare la conta dei numeri civici. Ok, ci siamo!
Prendo l'agenda per accertarmi che il numero sia quello giusto e... "Ci siamo una pippa!... Era il numero 10 non il 34!!!" Quello era il civico di un altro appuntamento!!! Ve beh... era inevitabile. Do i numeri ogni tanto, ma mai quelli vincenti, ve lo assicuro!

Forza e coraggio e riparto con la conta: "34, 32, 30. Ripercorro nuovamente tutti i numeri fino ad arrivare al numero, questa volta corretto, il 10.
Inspiro, espiro... Suono il campanello:
"Sono qua per il colloquio". “(Già, sempre io!)”, “e' li il Bianconiglio?, no perché è da un ora che cammino, cammino e non lo trovo, ma sono quasi certa si trovi nel suo Reame!?...”
"Mi scusi, non è che può tornare fra circa venti minuti, perché avrei un altro appuntamento in corso e non posso riceverla ora!".
"DAVVERO???, mi sa che se prendi gli appuntamenti cosi non sei mica messa tanto bene, sai???". Metto a tacere la miriade di pensieri/insulti/blasfemie che mi vengono alla mente e con calma angelica rispondo: " Ma certo, non si preoccupi" Illustrissima Regina di Cuori del piffero!, "torno alle 15 e 20!”.
Cosi, mi allontano dal Reame per cercare un posto in cui attendere che sua Maestà sia pronta a ricevermi ed entro nell'unico bar aperto:
"BAR ITALIA".
Entro e di italiano mi rendo conto che è rimasto solo il nome del locale scritto nell'insegna, perché ad accogliermi ci sono due splendidi e lucenti occhi a mandorla che mi sorridono da dietro al bancone. Ordino un caffè. Uno perché sentivo di aver bisogno di una bella dose di caffeina e due perché avevo solo un euro, cosa non da sottovalutare comunque! 
Mi siedo ad un tavolo fuori in attesa del caffè espresso “made in cina”, prendo il giornale sul tavolo e inizio a sfogliarlo cosi, tanto per disgustarmi un po’ la giornata con le solite notizie italiane. Finisco la mia sigaretta “storta alla Jigen", riemergendo dalla lettura di un articolo con la nausea per l'ennesima ingiustizia effettuata dalla classe politica del nostro "Bel Paese".
Controllo l'ora e pago. Saluto occhi lucenti e mi rimetto alla ricerca del Reame al numero civico 10.

Timorosa di essere ricacciata via per la seconda volta, verifico l’ora (non sia mai in anticipo eh!?) e coraggiosa suono il campanello.
“Prego si accomodi, mi scusi per averla fatta attendere ma l’appuntamento si è protratto più del necessario e ho dovuto rimandare il suo!”.
“Ma si figuri, tanto io ho un sacco di tempo da perdere… Sa, sono un tantino INOCCUPATA PERMANENTE!” e la seguo lungo il corridoio che mi conduce in una stanza anonima, molto in sintonia con la sua occupante: pareti bianche, scrivania grigia, quadri e tende di una allegra e vasta gamma di sfumature grigio topo…!
Sorrido e mi siedo nel posto indicato. Una sedia, Bianca!
“Che allegria penso, sembra d’essere in un ambulatorio!”
Ha inizio il colloquio.
Parte con le solite, scontate  e per me inevitabili affermazioni, (manco avessi firmato un contratto alla nascita!):
A) “Ma che nome particolare il suo? … E’ cosi originale?”
“No, originale è lei a fare un affermazione del genere!”… “Sa, quella mattacchiona di mi madre, fra una portata da cucina e una manciata di litigi/schiaffoni/percosse ha trovato pure il tempo di leggere qualche libro e il fato ha voluto che in uno vi trovasse il mio!”… “Cosa vuole, quando la fortuna assiste, noi non siamo quasi mai presenti!”
Mentre le immagini di quanto descritto sopra  prendono vita, sorrido e rispondo con un bel: “GRAZIE, accompagnato da uno dei  miei migliori sorrisi puri e candidi!”.
B) “Lei è Sarda?... Ma cosa ci fa qua?”.
“Beh, qua si potrebbe scrivere un capitolo vasto di motivazioni e la prima sarebbe  di certo che: là al mio paese, hanno un innata e naturale propensione ad impicciarsi degli affari altrui, senza nemmeno annacquare il senso di colpa nei litri di alcool che quotidianamente ingeriscono…” Ma tengo anche sta volta i pensieri nel recinto cerebrale del mio cervello e sfodero la solita risposta cortese: “ Me lo chiedo anche io, ma stare qua mi piace… E poi sono qua da tanti anni ormai” … “Capirai!”

La Regina di Cuori decide che il racconto della mia vita non è poi cosi interessante e sceglie di partire con le domande del colloquio vero:
“Esperienze lavorative”; “Da quanti anni”; Dove, come e perché”, fino ad arrivare alla domanda: “Lei è disposta a fare uno “STAGE” presso uno dei nostri punti vendita?... Ovviamente non ci saranno contributi versati, ne permessi pagati o straordinari retribuiti e si scordi pure le ferie!”.
“Che scherza!... mica sono una che avanza pretese io?!... Sa, solitamente lavoro per hobby, quindi sono disposta anche ad infilarmi una scopa là, “dove non batte il sole” ecc… ecc!”
La Regina di Cuori compiaciuta di se stessa, conclude la sua meravigliosa arringa informandomi che, alla conclusione delle selezioni di "circa un centinaio di ragazze" mi verrà data una risposta sia che risulti positiva, sia che risulti negativa.
“Che incommensurabile correttezza e generosità d’animo”, penso io mentre le stringo la mano pallida e biancaccia, arretro e mi incammino verso la porta per uscire… Magari incontro il Brucaliffo e gli scrocco una fumata, cosi mi consolo un po’ e nel formulare la frase vedo delle sfumature di color blu che so appartenere alla carrozza che non curante parte senza di me.
Fortuna vuole che ne appare un'altra mentre sono solo alla terza imprecazione e la prendo al volo.
Timbro la mia seconda presenza della giornata e affondo nel primo posto libero che trovo.
Mi sfilo la giacca complimentandomi con lei per aver interpretato bene la sua parte e ringrazio anche me stessa per avermi accompagnata ancora una volta in un nuova fantasia/realtà /allucinante giornata e scendo alla fermata che so essere la mia.
Imbocco il vialetto verso casa e vedo Excalibur (no, non la spada magica di Artù), il Ford Van Americano di Cris.
Felice sento le farfalle nel mio stomaco dare il via alla danza primordiale dell’amore. Attraverso l’atrio del condominio ed eccolo là… Ad accogliermi uno dei sorrisi più belli che si possano ammirare.
Sento di aver perso un battito nell'istante in cui i miei occhi incontrano i suoi. In  silenzio ci abbracciamo.
Ci ritroviamo uniti, nuovamente completi.
L’universo ci sorride ed è parte di noi.