CAPITOLO N.2
Vibrazioni...
In lontananza la voce di Bruce mi incita con le sue parole: "I'M
WORKING ON A DREAM"… No non è
Springsteen appollaiato sul mio divano che mi suona la serenata, è solo il mio
"BB" che a gran voce richiede la mia presenza. Mi imbatto
nell'ennesima caccia al telefono (fosse una disciplina olimpica, io sarei da
medaglia!), lo acciuffo al volo manco fosse un boccino da
"quidditch".
Rispondo ansimando: "Oui, c'est moi!".
"Lei ha consegnato il suo CV presso uno dei nostri punti
vendita?!" Mi chiede la voce sconosciuta al telefono.
"Non può avere dubbi", penso...
"E stata selezionata a partecipare ad uno dei nostri colloqui
e se è interessata l'aspetto qua, nel "PAESE DELLE MERAVIGLIE",
diciamo elle 15!?”.
"Si, si, SIIIIIIII". L'entusiasmo prende il sopravvento,
ma abilmente e diciamolo con una certa esperienza oramai, non lascio trapelare
alcuna emozione nella mia voce che prontamente intrattiene l'interlocutrice con
domande inerenti al luogo dell'incontro, mentre appunto tutto su un pezzo di
scottex che si finge essere un agenda e tento invano di divincolarmi
dall'attacco sferrato al mio stinco dalla tigre in miniatura che non curante si
lima le unghie sulla mia carne. Saluto, ringrazio, saluto e ringrazio in
maniera convulsiva... Riaggancio felice e un tantino "sanguinante...".
Recupero l'agenda/scottex/delirio e segno ogni informazione
ricevuta nell'agenda ufficiale dando il via ai preparativi.
Apro l'armadio, svesto i panni della casalinga provetta e scelgo
quelli della ragazza per bene, acqua e sapone, dinamica quanto basta, affidabile
al punto giusto, professionale e cortese all’occorrenza:
Pantalone nero che ha sempre il suo perché; maglioncino
hippy/Woodstock?! no, non è il caso...! Camicia, un classico e giacca nera che
fa sempre la sua figura...
“Si cosi può andare...!”, il tutto accompagnato da un bel foulard
multi color che all’originalità non mi va di rinunciare e per finire un bel
paio di scarpe:
Le mie amatissime "sneakers"... Ci sia mai da
camminare, si intende!
Cerco la via, ovviamente sul web, scrivo i dettagli:
"Carrozza n. 101, che parte alle 12:30 circa, fermata al cartello rosso,
30 km per inseguire il Bianconiglio… Circa...
Ed eccomi nuovamente pronta, saluto Janis dalla porta di casa e mi
incammino verso la mia destinazione.
Cerco Il Cappellaio Magico e acquisto due biglietti: andata e
ritorno, precisa come al solito, aspetto l'arrivo della carrozza di turno n.
101 ed eccola che arriva.
Salgo, timbro la mia presenza e cerco un posto per sedermi nel
caos fatto di seggiole/polvere/delirio.
Scruto intorno a me i volti, non curanti l'uno dell'altro, ognuno
perso e rapito dalle proprie faccene e discorsi da fare, tutti persi nei loro
pensieri che vedo fluttuare nell'aria
viziata e maleodorante mentre dal finestrino le sagome dei cartelli, con i
nomi dei vari paesi, sfrecciano proiettando delle strane figure animate e dopo
trenta minuti "circa", ecco la mia fermata!
Scendo alla prima, per non sbagliarmi e
soprattutto perché non so esattamente bene dove io sia!
Mi guardo attorno cercando di orientarmi o
meglio, cercando qualcuno a cui chiedere informazioni. Decido di proseguire la
dove mi guida l'istinto ed ecco che appare una vecchina … “(Attenta Alice,
attenta... se ti offre una mela, tu non accettare per nessuna ragione,
intesi!?)”. Metto a tacere la voce della mia coscienza e mi avvicino piano,
piano “(mica la voglio spaventare la nonnina, che alla mia coscienza non serve
di certo!)”.
"Buon giorno signora, mi scusi se le causo
disturbo, ma saprebbe indicarmi la strada che mi porta sulle orme del
"Bianconiglio"?! L' ha visto per caso passare di qua ?!”.
Gli avrei anche potuto dire di essere Alice in
persona, che tanto non avrebbe di certo fatto differenza, perché a quanto pare,
l' alzheimer si era impossessato di lei senza lasciarle scelta. Lo compresi dal
suo sorriso sdentato e soprattutto ebbi la conferma dalla domanda che mi
rivolse:
"Se ben ricordo le via è di la, dove dice
lei... non è vero???".
Saluto affettuosamente la mia guida sdentata,
tutta rughe/artrosi/saggezza evanescente e proseguo nella ricerca di qualcuno con
meno lune sulle spalle.
Cammino, cammino e qualcosa oltre l’istinto mi
dice di essere arrivata nel centro del paese quando, in alto e in bella mostra
davanti a me vedo una scritta "BENVENUTI NEL POSTO CHE
CERCATE".
"Bene", mi dico e seguo la freccia che
mi suggerisce, insieme al caro istinto, la via da prendere fino ad arrivare nel
bel mezzo di una piazza, con tanto di fontana, monumenti vari e una chiesa, (c'è
sempre una chiesa, anche quando non la cerchi, soprattutto quando non serve insomma!).
Cerco qualcuno a cui chiedere per la seconda
volta informazioni e... che sfiga oh! Manco un anima in sto paese? Più
che delle meraviglie mi sembra deserto... Imbocco una via a sinistra sempre
suggeritami dal mio buon istinto, ed eccoli la, due che fanno al caso mio (la
scelta era quasi obbligata, lo so!).
Una bella coppietta matura e affidabile!
Una bella coppietta matura e affidabile!
Mi avvicino un po’ più spedita di quanto non
avessi fatto con la vecchina, il sorriso pronto e dico: "Buon giorno signori,
scusate l'interruzione (discutevano allegramente!), starei cercando la via X
(da un bel po, pure!!), sapete indicarmi che strada prendere???”.
La donna mi sorride bonaria e in totale armonia
mi dice: "Ci dispiace signorina, ma non abitiamo qua... Non conosciamo il
posto".
"Che culo! penso, almeno non morirete di
solitudine! Ringrazio, auguro loro una buona passeggiata nel nulla e oramai con
metà suola di scarpe consumata, decido di tornare sui miei passi e oplà! Una
persona che svolta l'angolo, viene dalla mia parte a passo svelto e vigoroso.
"Finalmente mi sembra davvero quella
giusta" (Del resto era la terza della giornata che fermavo e di solito il
3 porta bene... Dicono!) E in effetti è cosi, mi dà la dritta giusta e con un po’,
forse anche troppa, spavalderia mista a orgoglio mi dice che devo solo
proseguire lungo la strada e girato l'angolo arriverò all'inizio della via che
cerco!
Mi guardo attorno per capire da che lato
mettermi per iniziare la conta dei numeri civici. Ok, ci siamo!
Prendo l'agenda per accertarmi che il numero sia
quello giusto e... "Ci siamo una pippa!... Era il numero 10 non il
34!!!" Quello era il civico di un altro appuntamento!!! Ve beh... era
inevitabile. Do i numeri ogni tanto, ma mai quelli vincenti, ve lo
assicuro!
Forza e coraggio e riparto con la conta:
"34, 32, 30. Ripercorro nuovamente tutti i numeri fino ad arrivare al
numero, questa volta corretto, il 10.
Inspiro, espiro... Suono il campanello:
"Sono qua per il colloquio". “(Già,
sempre io!)”, “e' li il Bianconiglio?, no perché è da un ora che cammino,
cammino e non lo trovo, ma sono quasi certa si trovi nel suo Reame!?...”
"Mi scusi, non è che può tornare fra circa
venti minuti, perché avrei un altro appuntamento in corso e non posso riceverla
ora!".
"DAVVERO???, mi sa che se prendi gli
appuntamenti cosi non sei mica messa tanto bene, sai???". Metto a tacere
la miriade di pensieri/insulti/blasfemie che mi vengono alla mente e con calma
angelica rispondo: " Ma certo, non si preoccupi" Illustrissima Regina
di Cuori del piffero!, "torno alle 15 e 20!”.
Cosi, mi allontano dal Reame per cercare un
posto in cui attendere che sua Maestà sia pronta a ricevermi ed entro
nell'unico bar aperto:
"BAR ITALIA".
Entro e di italiano mi rendo conto che è rimasto
solo il nome del locale scritto nell'insegna, perché ad accogliermi ci sono due
splendidi e lucenti occhi a mandorla che mi sorridono da dietro al bancone.
Ordino un caffè. Uno perché sentivo di aver bisogno di una bella dose di
caffeina e due perché avevo solo un euro, cosa non da sottovalutare
comunque!
Mi siedo ad un tavolo fuori in attesa del caffè espresso “made
in cina”, prendo il giornale sul tavolo e inizio a sfogliarlo cosi, tanto per
disgustarmi un po’ la giornata con le solite notizie italiane. Finisco la mia
sigaretta “storta alla Jigen", riemergendo dalla
lettura di un articolo con la nausea per l'ennesima ingiustizia effettuata
dalla classe politica del nostro "Bel Paese".
Controllo l'ora e pago. Saluto occhi lucenti e
mi rimetto alla ricerca del Reame al numero civico 10.
Timorosa di essere ricacciata via per la seconda volta, verifico
l’ora (non sia mai in anticipo eh!?) e coraggiosa suono il campanello.
“Prego si accomodi, mi scusi per averla fatta attendere ma
l’appuntamento si è protratto più del necessario e ho dovuto rimandare il
suo!”.
“Ma si figuri, tanto io ho un sacco di tempo da perdere… Sa, sono
un tantino INOCCUPATA PERMANENTE!” e la seguo lungo il corridoio che mi conduce
in una stanza anonima, molto in sintonia con la sua occupante: pareti bianche,
scrivania grigia, quadri e tende di una allegra e vasta gamma di sfumature
grigio topo…!
Sorrido e mi siedo nel posto indicato. Una sedia, Bianca!
“Che allegria penso, sembra d’essere in un ambulatorio!”
Ha inizio il colloquio.
Parte con le solite, scontate
e per me inevitabili affermazioni, (manco avessi firmato un contratto
alla nascita!):
A) “Ma che nome particolare il suo? … E’ cosi originale?”
“No, originale è lei a fare un affermazione del genere!”… “Sa,
quella mattacchiona di mi madre, fra una portata da cucina e una manciata di
litigi/schiaffoni/percosse ha trovato pure il tempo di leggere qualche libro e il
fato ha voluto che in uno vi trovasse il mio!”… “Cosa vuole, quando la fortuna
assiste, noi non siamo quasi mai presenti!”
Mentre le immagini di quanto descritto sopra prendono vita, sorrido e rispondo con un bel:
“GRAZIE, accompagnato da uno dei miei
migliori sorrisi puri e candidi!”.
B) “Lei è Sarda?... Ma cosa ci fa qua?”.
“Beh, qua si potrebbe scrivere un capitolo vasto di motivazioni e la
prima sarebbe di certo che: là al mio
paese, hanno un innata e naturale propensione ad impicciarsi degli affari
altrui, senza nemmeno annacquare il senso di colpa nei litri di alcool che
quotidianamente ingeriscono…” Ma tengo anche sta volta i pensieri nel recinto cerebrale
del mio cervello e sfodero la solita risposta cortese: “ Me lo chiedo anche io,
ma stare qua mi piace… E poi sono qua da tanti anni ormai” … “Capirai!”
La Regina di Cuori decide che il racconto della mia vita non è poi
cosi interessante e sceglie di partire con le domande del colloquio vero:
“Esperienze lavorative”; “Da quanti anni”; Dove, come e perché”,
fino ad arrivare alla domanda: “Lei è disposta a fare uno “STAGE” presso uno
dei nostri punti vendita?... Ovviamente non ci saranno contributi versati, ne
permessi pagati o straordinari retribuiti e si scordi pure le ferie!”.
“Che scherza!... mica sono una che avanza pretese io?!... Sa, solitamente
lavoro per hobby, quindi sono disposta anche ad infilarmi una scopa là, “dove
non batte il sole” ecc… ecc!”
La Regina di Cuori compiaciuta di se stessa, conclude la sua
meravigliosa arringa informandomi che, alla conclusione delle selezioni di "circa un
centinaio di ragazze" mi verrà data una risposta sia che risulti positiva, sia
che risulti negativa.
“Che incommensurabile correttezza e generosità d’animo”, penso io
mentre le stringo la mano pallida e biancaccia, arretro e mi incammino verso la
porta per uscire… Magari incontro il Brucaliffo e gli scrocco una fumata, cosi
mi consolo un po’ e nel formulare la frase vedo delle sfumature di color blu
che so appartenere alla carrozza che non curante parte senza di me.
Fortuna vuole che ne appare un'altra mentre sono solo alla terza
imprecazione e la prendo al volo.
Timbro la mia seconda presenza della giornata e affondo nel primo
posto libero che trovo.
Mi sfilo la giacca complimentandomi con lei per aver interpretato
bene la sua parte e ringrazio anche me stessa per avermi accompagnata ancora
una volta in un nuova fantasia/realtà /allucinante giornata e scendo alla fermata
che so essere la mia.
Imbocco il vialetto verso casa e vedo Excalibur (no, non la spada
magica di Artù), il Ford Van Americano di Cris.
Felice sento le farfalle nel mio stomaco dare il via alla danza primordiale
dell’amore. Attraverso l’atrio del condominio ed eccolo là… Ad accogliermi uno
dei sorrisi più belli che si possano ammirare.
Sento di aver perso un battito nell'istante in cui i miei occhi
incontrano i suoi. In silenzio ci abbracciamo.
Ci ritroviamo uniti, nuovamente completi.
Ci ritroviamo uniti, nuovamente completi.
L’universo ci sorride ed è parte di noi.
