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mercoledì 28 novembre 2012

“Il Fiore e la Spada: Viaggio nel Giappone dei Samurai”

“Il Fiore e la Spada: Viaggio nel Giappone dei Samurai”: Ad un prezzo impensabile La Federazione Italiana Aikidō Organizza il viaggio
“Il Fiore e la Spada: Viaggio nel Giappone dei Samurai”DESCRIZIONE:
Il ...

mercoledì 14 novembre 2012

"La signora degli anelli e il Call Center dei tranelli"




CAPITOLO N. 3















“Nell’anno 1598, nel dì 18 settembre
 La Congregazione del S. Offizio, qui presieduta dalla Ministra Fornero stabilisce che le tutte "OPERE EILANIANE" sono da considerarsi blasfeme e lesive nei confronti dei molteplici individui che, come Lei si ritrovano in situazioni analoghe e/o similari nel vano tentativo di ricercare un qualsiasi “LAVORO”… Quindi siamo qua, oggi riuniti in gran consiglio per individuare le proporzioni eretiche, che dovranno essere allegate al processo… Inoltre si dichiara che l’imputata è da considerarsi una presumibile strega in quanto femmina e ammette di possedere un gatto, ritenuto da secoli maligno, oltre tutto anche esso femmina, di averlo adottato in una notte di luna piena e di averlo poi chiamato con un nome bizzarro al pari del suo: Janis!...
L’imputata ha qualche altra cosa da dichiarare a questa venerabile corte?”

“Beh Si, Janis mi fu donata in regalo dall'uomo del mio destino: Cris, nel giorno del mio trentaduesimo compleanno per salvarla dalla strada e/o da morte certa e ritengo che non sia da considerarsi maligna: forse un po’ vivace, questo si, ma dovuto principalmente dalla sua giovane età e dalla straordinaria curiosità tipica dei gatti, ed essendo una creatura Divina per me, meritevole di protezione e cura.” … “ E poi cerco solo di sdrammatizzare un po’ scrivendo storielle, sorridendo… Raccontando la vita con l’inizio e anche il fine…”…”  … Che Tanto una fine l’abbiamo tutti e ci arriveremo, prima o poi… Oh se ci arriveremo… Nessuno sa come, dove o perché ma ogni uno a suo modo arriverà ad incontrare la sua personalissima fine, mi creda!”… L'avrà anche Lei, cara Ministra... E allora tanto vale prenderla filosoficamente bene finché si può, non le pare?!”.

-          “Blasfemiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! … Che il processo abbia inizio!!!”
Davvero vuole perseverare con il suo comportamento a dir poco folle, scrivendo le sue cazzate?!”… Ma l’accusa che più di tutte a fatto ricadere le colpe su di lei, è senza ombra di dubbio il fatto che nonostante tutti gli sforzi immani adempiuti dal nostro attuale Governo e con merito ancor più maggiore e incisivo, gli sforzi compiuti con il sudore e i sacrifici dei Governi precedenti, ancora Lei è convinta di potercela fare!... Convinta di poter trovare un lavoro e magari con quello riuscire a vivere o meglio sopravvivere dignitosamente pagandoci pure i debiti!... Su via, non sia sciocca! Dovrebbe rendersi conto che non è normale il suo atteggiamento di “perpetua speranza”… Dovrebbe arrendersi e lasciarsi andare sotto alla macina, che è il sistema moderno di possedere e incatenare la “razza umana”!…"Un Governo per domarli. Un Governo per trovarli. Un Governo per ghermirli e nell'oscurità incatenarli”.
Dovrebbe convincersi e iniziare ad abbracciare un credo comune, ad esempio: fare shopping convulsivo; arricchirsi di cose inutili; infischiarsene del poco bene e del troppo male che affligge il mondo… 
Lasci perdere i rivoluzionari alla Guevara e tanto meno i Profeti… L’ultimo che ci ha provato l’hanno messo in croce e hanno pure avuto l’ardire di piangerlo spacciando per Sua Dottrina una miriade di fandonie, inganni e tormenti… Ne tragga Lei le dovute conclusioni, insomma! … 
E cosi …. Cocciuta si è pure iscritta al “Centro per L’impiego” , Agenzie per il lavoro, siti internet di ricerca personale rilasciando il suo CV ovunque e a chiunque…!  … 
E' davvero vuole convincere questa corte che Lei, non possiede una Louis Vuitton, nemmeno una piccola Vuitton contraffatta?
Non è umanamente possibile ne accettabile!!!”

Per questo e per tutte le eresie sopra citate l’imputata viene condannata con pena immediata a:
Visionare ogni reality show; ogni trasmissione che abbia contenuti fittizi, ricche di campagne pubblicitarie e di consigli utili, utili alla vita moderna!; dovrà astenersi dall'avere una propria personale opinione, omologandosi e astenendosi dal formulare pensieri da noi ritenuti inopportuni!; Si convertirà alla banalità, vestendosi e atteggiandosi come indica il buon costume della nostra epoca; Le varranno tolti tutti i libri, e leggerà solo ed unicamente riviste di Gossip; La smetterà anche di leggere articoli del giornalista Travaglio, ne di nessun’altro che non la pensi come il Santo Nostro Governo; dirà addio alla musica, alle arti marziali,  e per finire:
-          Farà l’aperitivo ogni santo venerdì, vestita all'ultima moda uniformandosi alla massa!
“Ma …Voglio essere generosa e comprensiva come sempre e in alternativa... Può sempre optare  per un bel Rogo, in pieno stile medioevo, un po’ retro ma di sicuro effetto visivo e olfattivo direi....
A Lei la scelta!”

“Mi faccia riflettere un attimino, Ministra…”… “Vediamo…E' difficile scegliere sa?!
Ma vada per il“IL ROGO” senza dubbio!... Mi s'addice di più… Sono una tradizionale io, mi piace il Vintage cosa vuole che Le dica…  I cori della folla eccitata, … Il calore del fuoco che lentamente brucia e distrugge le carni…
Voi Bruciate da vivi, vero? No perché ci tengo ad una esecuzione realistica al cento per cento, urla e sofferenze comprese si intende!!!”

“Bene, Rogo sia allora! …
“Che la Strega  e la sua malefica gatta siano condotte in pubblica piazza. Venga portata la legna e non dimenticate di avvertire la folla! Mi raccomando la sua banca e l’agenzia delle entrate hanno versato un ingente somma pur di assistere all'esecuzione…E che lo spettacolo abbia finalmente inizio!”
…“Streghe, streghe, siete due streghe…
.... Streghe, streghe, siete due streghe…
… Streghe, streghe, siete due streghe…”

La folla assetata di sangue incita famelica di assurda vendetta…

“Si penta e nel farlo ripeta con me: … Non invierò ne consegnerò mai più un CV nella ricerca di un posto fisso… Non confiderò mai i più nella speranza, affrontando ogni tipo di colloquio,  … Voterò e affiderò la mia anima alla Casta e solo ad essa ne renderò conto, versando all'erario e alle banche ogni mio spicciolo, possedimento e/o avere in nome delle “Sante, giuste e lodevoli Riforme…!!!”

In lontananza avverto un suono, che si fa sempre più acuto ed intenso… Sento il fuoco sotto ai mie piedi lentamente avvolgermi, la gioia si impossessa di me liberandomi l’anima … "…" Sento un leggero prurito al naso… qualcosa di morbido, molto morbido mi solletica la faccia....  Janis mi viene in spalla impaurita pronta a difendermi... e si lima pure le unghie sul mio collo!
“Forse è cosi che ci si sente, penso” mentre divampa il fuoco interiore.
“Ho finalmente raggiunto la Dea Madre e il Dio Padre?! Mi hanno forse assunta da qualche parte?!”…No magari, sta volta cosi, per dire !?... nel delirio che immagino anticipi l’ingresso nell'Ade …!
“E ciuuuuuuuuuuuuuuuu!!!”
Uno starnuto di proporzioni abnormi mi scuote tutta!. La coda di Janis volteggia in festa per me davanti al mio viso… Il suono che ancora sento, ora mi è chiaro essere della mia sveglia comodamente, indifferente adagiata sull'armadio, (“ho il letto a soppalco, circa ad altezza armadio! Motivo per cui la sveglia è più comoda li che in un comunissimo comodino e non perché ho la passione di arrampicarmi sugli armadi!)…mentre cerco di spegnarla, lentamente recuperò anche me stessa, ancora parzialmente scossa dal sogno/incubo/follia… Guardo Janis ancora felice nel rivedermi e grazie al suo aiuto vivace comprendo di essere al sicuro, in camera mia...
Nessun fuoco a divorare il mio corpo, nessuna “Ministra” a officiare la mia condanna…
Sono ancora io:  Inoccupata, parzialmente matta e con la mia effervescente fantasia intatta!”

Scendo le scale del letto soppalco, cammino a piedi scalzi per ricollegarmi alla terra.
Loro, sanno bene dove andare… Conoscono la strada da percorrere… Li seguo serena condurmi in cucina.
Dalle condizioni del mio aspetto appena intraviste allo specchio capisco la prima cosa sensata di questa giornata: il rituale del caffè mattutino non può attendere oltre!
Mi concedo una doppia razione di nettare energizzante: ne inspiro l’essenza e il profumo mi riporta a casa mentre i ricordi del sogno pazzesco sono ancora li… Nel silenzio mi osservano e scrutano, e la seconda rivelazione della giornata mi pare ancor più chiara della prima: "Oggi il bis di caffè è d’obbligo!".

Imitare un gatto nel suo stretching quotidiano, mi sembra un ottima idea per rilassare i muscoli ancora contratti dalla posizione notturna, e Janis si rivela un eccellente insegnante in effetti!
Mi dirigo in bagno e lascio che l’acqua lavi via ogni traccia di oscurità portandosi dietro incubi e sogni e rinvigorisca il mio animo per affrontare la luce del nuovo giorno...
La realtà a volte non è poi cosi diversa dalla fantasia… Dipende sempre da come si vive la vita.
Di certo da con che spirito si affronta sia vita che situazioni....!"
"Oggi per me, è giornata di spesa, incontri e soprattutto “colloqui!”…".
Insomma, è’ già tutto un ricco programma!

Arrivo al negozio concentrata e sicura di me: con venti euro si fa presto a dire "spesa", figuriamoci a farla "la spesa!”.
Mi districo fra scaffali e offerte con una certa abilità: concentrata, attenta e guardinga nel catturare le offerte migliori al minor prezzo possibile. Latte, 76 centesimi al litro. Due confezioni; fette biscottate?!... No, altrimenti mi tocca pure comprare qualcosa da spalmarci sopra, meglio virare verso la scelta di biscotti, facili, semplicemente da immergere nel latte... 2, 50 euro; un pacco di pasta integrale, offerta speciale a 1 euro e un altro euro per una confezione di riso basmati: 6 banane alla cifra di 1,75 euro al kg … La pesa calcola circa 1 euro e 90 centesimi; prendo dell’insalata verde a 1 uro e 10 centesimi; il pane fresco di giornata… vediamo, costa circa… troppo! Meglio se prendo un kg di farina 00 a 0,70 che, con l’aggiunta del lievito al prezzo di 75 centesimi per 25 g al panetto…Insomma, me lo preparo in casa, va là!...
Due bottiglie d’acqua 0,35 centesimi al litro, per due = 65 centesimi di euro; sei uova medie fanno 1, 35, uno spicchio di formaggio da grattugiare sono 6,40 e poi…
Faccio due conti al volo e ... "Ops!!!"... 
"Allarme rosso, budget raggiunto, allarme rosso…euro 18, 90 raggiungere le casse prego!!!”
Se non voglio farmi insultare dalla cassiera di turno, per un eventuale scontrino da stornare sarà meglio che mi diriga presto, presto alla cassa è cosi faccio… Pago, saluto…
Ma la giornata è redditizia: "Ho risparmiato ben 1 euro!!!".
... 
Nel paesino dove sono nata, c’era un solo ed unico negozio di alimentari e quando mia madre mi spediva là dalla bottegaia a prendere qualcosa che mancava in casa, questa spesso e credo a volte anche “volentieri”, non aveva mai il resto da rendere e cosi s’era inventata il modo per aggraziarsi noi bambini a discapito dei portafogli altrui, dandoci delle caramelle al posto dei soldi… 
Inutile dire che alcuni genitori non erano per niente d’accordo e non tanto per le caramelle in se, ma perché di soldi non ce n’erano mai abbastanza e quel poco non bastava mai…
A me andava quasi sempre bene, il mio contenitore in cui nascondevo le caramelle cresceva di giorno in giorno, e non ricevevo nemmeno un ceffone per non essere riuscita a convincere la bottegaia a darmi quanto dovuto!
Ma non tutti se la passavano bene come me… Bei tempi quelli!...
Ricordo che ad una mia compagna di classe, Matilda, ogni volta rientrare a casa era diventato un  incubo per lei, soprattutto quando il padre la mandava dalla "geniale bottegaia" a prendere il vino.
Questa non le dava mai il resto in denaro, ostinandosi a riempirle le mani di caramelle e dolcetti a discapito del padre che di certo non comprendeva il modo di come accompagnarli al suo saporitissimo"elisir giornaliero" e cosi, la povera Matilda si ritrovava spesso e volentieri nel bel mezzo delle sue ire che facilmente divampavano anche grazie all'aiuto del vino e con ceffoni che volavano di qua e di la insieme alle caramelle, assaggiando sempre e soltanto la cinta e mai i dolcetti… Tempi duri quelli!
...
Forse davvero “si stava meglio quando si stava peggio” e credo di certo che, ad alcuni di noi sia andata meglio che ad altri...E'cosi insomma che va la vita: "c’è sempre qualcuno qualche d’uno che va in barca, altri navigano in canoa, molti affogano nelle zattere … Solo i “migliori e i più furbi girano in panfilo!" "Tempi moderni questi!".

Mentre i ricordi e le riflessioni galleggiano di qua e di la nel mare dei miei pensieri, nel cortile di casa incontro, seduta su i gradini d’ingresso, la mia anziana vicina di casa:
“Buon giorno signora Ada!”…
Aveva lo sguardo incantato, vagamente folle,  una sigaretta spenta fra le mani e la guardava con una certa ossessione …. Era come se in un certo senso venerasse il suo mozzicone di sigaretta oramai spenta!
Stava li seduta in contemplazione, senza udire nemmeno la mia voce…
Mi avvicino piano e la saluto nuovamente … 
“Signora Ada, come sta oggi? Le serve qualcosa?..."
- “Credo di essermi perduta”… “Non ricordo più quale sia casa mia?”
Mi ricordava vagamente Gollum con l’anello del potere! Aveva pure lo stesso colore grigio di pelle, lei aveva più capelli in testa certo, ma lo sguardo negli occhi era identico, ne sono più che sicura!
La prendo sottobraccio e lentamente ci dirigiamo verso casa sua… La porta era semi aperta… 
“Ecco signora Ada, vede lei abita qui e qua, nel portone a lato abito io, la sua vicina, ricorda?!”.
 -“Buon giorno signorina, lei è sempre bella sa?!”... E se ne va dentro alla sua tana con il suo “Tesssoro” ancora fra le mani!
Sorrido alla sua personalità un po’ bizzarra, mentre apro la mia di porta, sistemo veloce la mia “spesa economica" pronta ad affrontare le altre incognite della giornata nella Terra di Mezzo.
"Dopo un inizio di giornata cosi, può accadermi di tutto! ... E mentre lo penso esco di casa... 

L’autobus 27/B, dalla criniera rosso fiammante mi fa cenno che posso salire in groppa al destriero e mentre cavalchiamo sereni e leggiadri nelle vaste praterie del caos cittadino all'improvviso un impetuoso, intenso e sonoro“MA VAFFA……..! C……………ONE!!!” ... Il tutto gentilmente offerto dall'autista nei confronti di un forse troppo impavido e spavaldo“occupatore di corsie altrui”, che aveva appena brillantemente tagliato la strada al nostro autobus e a quanto pare, assiduo sostenitore di una disciplina praticata da molti in città, il famoso“taglio della strada in sella ad uno scooter”, avanzando pure pretese!
Cinque minuti circa di follia omicida (purtroppo anche essa molto in voga di questi tempi!), si impossessano del conducente che, non potendo sfogare la sua rabbia sulla pelle del nemico di turno, la incanala attraverso l’acceleratore e riprendiamo l’andatura al galoppo: un po’ più isterici di prima ed un po’troppo più energici di prima!

Decido di scendere… 
Mi sa che a volte è meglio andare a piedi penso, e così attraverso un parco, che so condurre nei pressi del quartiere che cerco; "Magari la c’è Gandalf cosi lo avverto che Smigol abita proprio nel mio condominio e ci rimedio pure una po’ di erba pipa e qualche bel consiglio da portare a casa,non si sa mai!" ...

 -“Pronto… si sono io, mi scusi chi parla?”
“Sono l’ancella prediletta del Call Center, potrebbe venire domani all'appuntamento? ... Sa, la titolare del tugurio non si sente gran ché in forma oggi, e cosi…”
 -“Cosi??? Cosi cosa???Cosi un corno eh!"…"Sono in giro da più di tre ore, dopo essermi svegliata da un sogno terribile in cui venivo arsa viva dalla “Ministra Sauron Fornero” in persona, mi è rimasto solo un euro in tasca, la banca che mi tormenta a scadenza fissa e pure variabile, faccio sempre colloqui assurdi e infruttiferi da mesi  e ancora non ho nemmeno uno straccio di misero, piccolo o minuscolo lavoro,nemmeno per sbaglio!"… E lei mi dice, “cosi, tanto per dire”, venga domani???””
“MA VAFF.......! C........ONA!!!" ...."Cosi… che come minimo lo scooter ce l’ha pure tu!...
Vorrei tanto, tantissimo dirle“COSI", ma recupero quel misero barlume di ragione nella fanghiglia paludosa in cui sguazza affranto il mio entusiasmo, dicendole invece che sono già in strada e che a breve raggiungerò i loro uffici...
Con il morale oramai frantumato,  mi trascino verso i cancelli di Isegard, davvero, davvero felice!

 -“La soluzione SpA di Maga Magò & Co.”
Una targhetta in parte arrugginita , consumata e logora dal tempo con il nome del tugurio fa bella mostra di se indicandomi l’arrivo.
Alzo la sguardo cercando un citofono e una ragazza appare nel cortile di fronte, dirigendosi a passo spedito verso di me…
“Buon giorno!”, le dico …
Mi passa vicino e colpendo "inconsapevolmente" il mio braccio con la sua borsa, fugge via in tutta fretta, senza degnarmi di uno sguardo ne tanto meno rispondere al mio saluto di cortesia!
 -"Wow! Che bella giornata  di “M…..”oh!"  - Magari è colpa del sogno che ha influenzato gli eventi, dico a me stessa, ed  entro!
... 
La porta era aperta, lasciata cosi dalla fuggitiva appena incontrata nel cortile.
Tento di incoraggiare il mio entusiasmo, oramai spappolato, cercando con lo sguardo qualcuno che possa riconoscere come l’addetta al reclutamento per indicarmi la sede del mio colloquio:
 -Cinque file di tavoli, lunghe scrivanie collettive con pareti divisorie incorporate a marcare meglio i confini inaccessibili delle parole superflue e non inerenti alla "strategie di marketing imposte dai capi incorruttibili"; Sei, forse sette ragazze catturate dai monitor che hanno davanti, indossano tutte delle cuffie con auricolare integrato e l’insoddisfazione stampata sui visi …
 -Tutte li, a recitare la parte affidatagli dagli scaltri strateghi della “pubblicità progresso”, pronte a ricevere insulti/parolacce/bugie pur di portare a casa un misero stipendio: L’equivalente di una promessa composta da 6 euro all'ora, che fra inganni e disonestà diventerà la metà, che però lo verrà a sapere solo dopo aver apposto dovuta firma, prima al suo contratto subordinato di collaborazione e sfruttamento e poi alla chiusura effettiva e vincolante del contratto eventualmente firmato dal potenziale futuro cliente, di cui lei però, non ne saprà mai l’esito esatto!

 -“Salve. Lei è?”
“Beh, io sono quella che hai tentato di posticipare a domani, “cosi”, tanto per fare”, ma t’ha detto male… oggi non è giornata sai!? E prima iniziamo, prima ci leviamo entrambe dalle balle, l’una dell’altra!” … Sorrido mentre vorrei davvero dirlo... di malavoglia, ma sorrido”.
 -“Ah, si venga che l’accompagno”… 
"Ed io sorrido…ancora.”
 -“Madame della truffa, la ragazza è arrivata!”… D’improvviso la sua voce si alza di mezzo tono e poi di un altro mezzo ancora finché non raggiunge lo scopo, per me molto poco educato e cortese di farsi ascoltare dalla ragazza seduta ad una delle lunghe scrivanie.
La “Madame bionda/ossigenata/finta”, oltre il vetro davanti a noi pare godersela compiaciuta e, liquidata l’assistente, vengo fatta accomodare nell'ufficio dalle alte pareti di vetro: sporchino, freddo tanto quanto la Burbera/Bionda/Manager, o presunta tale, che dall'alto della sua posizione mi fissa con un ingannevole sorriso di sfida! … 
"Ma io... Sorrido ancora"…
 -“Mi scusi, ma ho una gamba che mi da il tormento" … "E cosi…”
“E  cosi tu dai il tormento agli altri, vero?!”....  "Ah bella, non mi freghi sai? Non ci casco, “ne cosi, ne cosa”, quindi facciamola finita e andiamo al dunque, che di gente furbetta come tè, sfruttatori e aguzzini c’è ne pure troppi in Italia, ed io ne ho la borsa piena, piena delle ingiustizie e bugie che ci rifila quotidianamente la gente come te!” … 
"Non sorrido più!!!"
-Lei invece sorride ancora più convinta, fiduciosa di avermi in pugno, sempre più orgogliosa di se stessa e piena di sé e continua elencandomi la meravigliosa opportunità lavorativa che ha da offrire, dichiarando le sue doti: “Se con un ditin io tocco un fior, zumparapimpin si spampana e muor, ohohoh solo il demonio eguagliare mi può...Io son la magnifica, splendida Maga Magò! E sai una cosa? Posso anche cambiare dimensioni. … fattuccheria, o nera magia, ohoh, è specialità mia! Io son la magnifica, splendida MagaMagò! Ahahahahahahahah!”…

“Ah, megera spilorcia?!"… "MA VAFF………Sordida C…….. ONA!" ... 
"Tu e tutta la tua arroganza e al call center ci rimani tu! Bidibibodibibuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!" 
Io me ne ritorno a casa, che se rimanevo a letto a farmi bruciare dalla Ministra manco spendevo i soldi del biglietto…!!!"
"Ciao eh!!!”

Ero davvero infuriata!
... Non ho mai sopportato gli sfruttamenti e la mia avversione nei loro confronti aveva scatenato in me l’istinto rivoluzionario e con lui tutto il mio disprezzo per il sistema, fin troppo corrotto, che dominava il mondo da secoli… Aveva contribuito ad accendere dentro di me la miccia del fuoco che alimentava l’anima guerrigliera e cosi me ne ritornai in tutta fretta a casa, allora compresi anche la fuga furiosa della ragazza incontrata nel cortile, appena prima di entrare al “call center degli orrori”.
Incazzata per la mia impotenza contro il marciume che regna sovrano nella società odierna, percorsi tutta la strada verso casa in meno della metà del tempo compiuto all'andata.

Avevo una gran fretta di abbandonare quel posto cosi pregno di negatività e cattiveria che arrivai di fronte casa senza rendermene conto e non mi accorsi nemmeno della signora Ada che, a quanto pareva, "si era nuovamente perduta!".
-“Buon giorno signora Ada, va tutto bene?”
Aveva ancora l’espressione posseduta di Gollum e un altro mozzicone di sigaretta spenta occupava il palmo della sua mano, ipnotizzata nella sua, "personale Terra di mezzo".

Mi avvicino sempre lentamente facendo in modo che la mia presenza non interferisca più del necessario, pronta a qualsiasi evenienza pur di riportarla nel mondo reale, (perché anche se a volte fa schifo davvero è pur quasi sempre colpa dell’uomo e soprattutto delle opere meschine di molti, ma vale comunque la pena vivere per tutte le belle cose che ancora rimangono… Basta solo riuscire a vederle, sentirle, amarle… Dovrebbe essere un "collettivo impiego a tempo indeterminato" proteggerne e preservarne la bellezza, costruendo un futuro migliore, anche aiutando chi è meno fortunato di noi)… e nel riflettere sul mondo, riporto la signora Ada nel suo appartamento, l’auto ad aprire la porta di casa risparmiandole almeno per questa volta la lotta con le chiavi e la sua memoria altalenante.

Il mio ringraziamento oggi è tutto per lei e per avermi involontariamente ricordato che, al mondo c’è ancora tanta gente bisognosa anche di un piccolo-grande aiuto, che spera, che come me sogna e quotidianamente sorride e sopravvive a giornate sicuramente peggiori di un “banale, inutile e sciocco colloquio!”.

giovedì 8 novembre 2012

Lo STAGE... "retribuito"


CAPITOLO N.2



Vibrazioni...
In lontananza la voce di Bruce mi incita con le sue parole: "I'M WORKING ON A DREAM"No non è Springsteen appollaiato sul mio divano che mi suona la serenata, è solo il mio "BB" che a gran voce richiede la mia presenza. Mi imbatto nell'ennesima caccia al telefono (fosse una disciplina olimpica, io sarei da medaglia!), lo acciuffo al volo manco fosse un boccino da "quidditch".
Rispondo ansimando: "Oui, c'est moi!".
"Lei ha consegnato il suo CV presso uno dei nostri punti vendita?!" Mi chiede la voce sconosciuta al telefono.
"Non può avere dubbi", penso...
"E stata selezionata a partecipare ad uno dei nostri colloqui e se è interessata l'aspetto qua, nel "PAESE DELLE MERAVIGLIE", diciamo elle 15!?”.
"Si, si, SIIIIIIII". L'entusiasmo prende il sopravvento, ma abilmente e diciamolo con una certa esperienza oramai, non lascio trapelare alcuna emozione nella mia voce che prontamente intrattiene l'interlocutrice con domande inerenti al luogo dell'incontro, mentre appunto tutto su un pezzo di scottex che si finge essere un agenda e tento invano di divincolarmi dall'attacco sferrato al mio stinco dalla tigre in miniatura che non curante si lima le unghie sulla mia carne. Saluto, ringrazio, saluto e ringrazio in maniera convulsiva... Riaggancio felice e un tantino "sanguinante...".

Recupero l'agenda/scottex/delirio e segno ogni informazione ricevuta nell'agenda ufficiale dando il via ai preparativi. 
Apro l'armadio, svesto i panni della casalinga provetta e scelgo quelli della ragazza per bene, acqua e sapone, dinamica quanto basta, affidabile al punto giusto, professionale e cortese all’occorrenza:
Pantalone nero che ha sempre il suo perché; maglioncino hippy/Woodstock?! no, non è il caso...! Camicia, un classico e giacca nera che fa sempre la sua figura...
“Si cosi può andare...!”, il tutto accompagnato da un bel foulard multi color che all’originalità non mi va di rinunciare e per finire un bel paio di scarpe:
Le mie  amatissime "sneakers"... Ci sia mai da camminare, si intende!

Cerco la via, ovviamente sul web, scrivo i dettagli: "Carrozza n. 101, che parte alle 12:30 circa, fermata al cartello rosso, 30 km per inseguire il Bianconiglio… Circa... 
Ed eccomi nuovamente pronta, saluto Janis dalla porta di casa e mi incammino verso la mia destinazione.
Cerco Il Cappellaio Magico e acquisto due biglietti: andata e ritorno, precisa come al solito, aspetto l'arrivo della carrozza di turno n. 101 ed eccola che arriva.
Salgo, timbro la mia presenza e cerco un posto per sedermi nel caos fatto di seggiole/polvere/delirio. 
Scruto intorno a me i volti, non curanti l'uno dell'altro, ognuno perso e rapito dalle proprie faccene e discorsi da fare, tutti persi nei loro pensieri che vedo fluttuare nell'aria viziata e maleodorante mentre dal finestrino le sagome dei cartelli, con i nomi dei vari paesi, sfrecciano proiettando delle strane figure animate e dopo trenta minuti "circa", ecco la mia fermata!
Scendo alla prima, per non sbagliarmi e soprattutto perché non so esattamente bene dove io sia!
Mi guardo attorno cercando di orientarmi o meglio, cercando qualcuno a cui chiedere informazioni. Decido di proseguire la dove mi guida l'istinto ed ecco che appare una vecchina … “(Attenta Alice, attenta... se ti offre una mela, tu non accettare per nessuna ragione, intesi!?)”. Metto a tacere la voce della mia coscienza e mi avvicino piano, piano “(mica la voglio spaventare la nonnina, che alla mia coscienza non serve di certo!)”.
"Buon giorno signora, mi scusi se le causo disturbo, ma saprebbe indicarmi la strada che mi porta sulle orme del "Bianconiglio"?! L' ha visto per caso passare di qua ?!”.
Gli avrei anche potuto dire di essere Alice in persona, che tanto non avrebbe di certo fatto differenza, perché a quanto pare, l' alzheimer si era impossessato di lei senza lasciarle scelta. Lo compresi dal suo sorriso sdentato e soprattutto ebbi la conferma dalla domanda che mi rivolse:
"Se ben ricordo le via è di la, dove dice lei... non è vero???". 
Saluto affettuosamente la mia guida sdentata, tutta rughe/artrosi/saggezza evanescente e proseguo nella ricerca di qualcuno con meno lune sulle spalle.
Cammino, cammino e qualcosa oltre l’istinto mi dice di essere arrivata nel centro del paese quando, in alto e in bella mostra davanti a me vedo una scritta "BENVENUTI NEL POSTO CHE CERCATE". 
"Bene", mi dico e seguo la freccia che mi suggerisce, insieme al caro istinto, la via da prendere fino ad arrivare nel bel mezzo di una piazza, con tanto di fontana, monumenti vari e una chiesa, (c'è sempre una chiesa, anche quando non la cerchi, soprattutto quando non serve insomma!).
Cerco qualcuno a cui chiedere per la seconda volta informazioni e...  che sfiga oh! Manco un anima in sto paese? Più che delle meraviglie mi sembra deserto... Imbocco una via a sinistra sempre suggeritami dal mio buon istinto, ed eccoli la, due che fanno al caso mio (la scelta era quasi obbligata, lo so!). 
Una bella coppietta matura e affidabile!
Mi avvicino un po’ più spedita di quanto non avessi fatto con la vecchina, il sorriso pronto e dico: "Buon giorno signori, scusate l'interruzione (discutevano allegramente!), starei cercando la via X (da un bel po, pure!!), sapete indicarmi che strada prendere???”.
La donna mi sorride bonaria e in totale armonia mi dice: "Ci dispiace signorina, ma non abitiamo qua... Non conosciamo il posto".
"Che culo! penso, almeno non morirete di solitudine! Ringrazio, auguro loro una buona passeggiata nel nulla e oramai con metà suola di scarpe consumata, decido di tornare sui miei passi e oplà! Una persona che svolta l'angolo, viene dalla mia parte a passo svelto e vigoroso.
"Finalmente mi sembra davvero quella giusta" (Del resto era la terza della giornata che fermavo e di solito il 3 porta bene... Dicono!) E in effetti è cosi, mi dà la dritta giusta e con un po’, forse anche troppa, spavalderia mista a orgoglio mi dice che devo solo proseguire lungo la strada e girato l'angolo arriverò all'inizio della via che cerco!
Mi guardo attorno per capire da che lato mettermi per iniziare la conta dei numeri civici. Ok, ci siamo!
Prendo l'agenda per accertarmi che il numero sia quello giusto e... "Ci siamo una pippa!... Era il numero 10 non il 34!!!" Quello era il civico di un altro appuntamento!!! Ve beh... era inevitabile. Do i numeri ogni tanto, ma mai quelli vincenti, ve lo assicuro!

Forza e coraggio e riparto con la conta: "34, 32, 30. Ripercorro nuovamente tutti i numeri fino ad arrivare al numero, questa volta corretto, il 10.
Inspiro, espiro... Suono il campanello:
"Sono qua per il colloquio". “(Già, sempre io!)”, “e' li il Bianconiglio?, no perché è da un ora che cammino, cammino e non lo trovo, ma sono quasi certa si trovi nel suo Reame!?...”
"Mi scusi, non è che può tornare fra circa venti minuti, perché avrei un altro appuntamento in corso e non posso riceverla ora!".
"DAVVERO???, mi sa che se prendi gli appuntamenti cosi non sei mica messa tanto bene, sai???". Metto a tacere la miriade di pensieri/insulti/blasfemie che mi vengono alla mente e con calma angelica rispondo: " Ma certo, non si preoccupi" Illustrissima Regina di Cuori del piffero!, "torno alle 15 e 20!”.
Cosi, mi allontano dal Reame per cercare un posto in cui attendere che sua Maestà sia pronta a ricevermi ed entro nell'unico bar aperto:
"BAR ITALIA".
Entro e di italiano mi rendo conto che è rimasto solo il nome del locale scritto nell'insegna, perché ad accogliermi ci sono due splendidi e lucenti occhi a mandorla che mi sorridono da dietro al bancone. Ordino un caffè. Uno perché sentivo di aver bisogno di una bella dose di caffeina e due perché avevo solo un euro, cosa non da sottovalutare comunque! 
Mi siedo ad un tavolo fuori in attesa del caffè espresso “made in cina”, prendo il giornale sul tavolo e inizio a sfogliarlo cosi, tanto per disgustarmi un po’ la giornata con le solite notizie italiane. Finisco la mia sigaretta “storta alla Jigen", riemergendo dalla lettura di un articolo con la nausea per l'ennesima ingiustizia effettuata dalla classe politica del nostro "Bel Paese".
Controllo l'ora e pago. Saluto occhi lucenti e mi rimetto alla ricerca del Reame al numero civico 10.

Timorosa di essere ricacciata via per la seconda volta, verifico l’ora (non sia mai in anticipo eh!?) e coraggiosa suono il campanello.
“Prego si accomodi, mi scusi per averla fatta attendere ma l’appuntamento si è protratto più del necessario e ho dovuto rimandare il suo!”.
“Ma si figuri, tanto io ho un sacco di tempo da perdere… Sa, sono un tantino INOCCUPATA PERMANENTE!” e la seguo lungo il corridoio che mi conduce in una stanza anonima, molto in sintonia con la sua occupante: pareti bianche, scrivania grigia, quadri e tende di una allegra e vasta gamma di sfumature grigio topo…!
Sorrido e mi siedo nel posto indicato. Una sedia, Bianca!
“Che allegria penso, sembra d’essere in un ambulatorio!”
Ha inizio il colloquio.
Parte con le solite, scontate  e per me inevitabili affermazioni, (manco avessi firmato un contratto alla nascita!):
A) “Ma che nome particolare il suo? … E’ cosi originale?”
“No, originale è lei a fare un affermazione del genere!”… “Sa, quella mattacchiona di mi madre, fra una portata da cucina e una manciata di litigi/schiaffoni/percosse ha trovato pure il tempo di leggere qualche libro e il fato ha voluto che in uno vi trovasse il mio!”… “Cosa vuole, quando la fortuna assiste, noi non siamo quasi mai presenti!”
Mentre le immagini di quanto descritto sopra  prendono vita, sorrido e rispondo con un bel: “GRAZIE, accompagnato da uno dei  miei migliori sorrisi puri e candidi!”.
B) “Lei è Sarda?... Ma cosa ci fa qua?”.
“Beh, qua si potrebbe scrivere un capitolo vasto di motivazioni e la prima sarebbe  di certo che: là al mio paese, hanno un innata e naturale propensione ad impicciarsi degli affari altrui, senza nemmeno annacquare il senso di colpa nei litri di alcool che quotidianamente ingeriscono…” Ma tengo anche sta volta i pensieri nel recinto cerebrale del mio cervello e sfodero la solita risposta cortese: “ Me lo chiedo anche io, ma stare qua mi piace… E poi sono qua da tanti anni ormai” … “Capirai!”

La Regina di Cuori decide che il racconto della mia vita non è poi cosi interessante e sceglie di partire con le domande del colloquio vero:
“Esperienze lavorative”; “Da quanti anni”; Dove, come e perché”, fino ad arrivare alla domanda: “Lei è disposta a fare uno “STAGE” presso uno dei nostri punti vendita?... Ovviamente non ci saranno contributi versati, ne permessi pagati o straordinari retribuiti e si scordi pure le ferie!”.
“Che scherza!... mica sono una che avanza pretese io?!... Sa, solitamente lavoro per hobby, quindi sono disposta anche ad infilarmi una scopa là, “dove non batte il sole” ecc… ecc!”
La Regina di Cuori compiaciuta di se stessa, conclude la sua meravigliosa arringa informandomi che, alla conclusione delle selezioni di "circa un centinaio di ragazze" mi verrà data una risposta sia che risulti positiva, sia che risulti negativa.
“Che incommensurabile correttezza e generosità d’animo”, penso io mentre le stringo la mano pallida e biancaccia, arretro e mi incammino verso la porta per uscire… Magari incontro il Brucaliffo e gli scrocco una fumata, cosi mi consolo un po’ e nel formulare la frase vedo delle sfumature di color blu che so appartenere alla carrozza che non curante parte senza di me.
Fortuna vuole che ne appare un'altra mentre sono solo alla terza imprecazione e la prendo al volo.
Timbro la mia seconda presenza della giornata e affondo nel primo posto libero che trovo.
Mi sfilo la giacca complimentandomi con lei per aver interpretato bene la sua parte e ringrazio anche me stessa per avermi accompagnata ancora una volta in un nuova fantasia/realtà /allucinante giornata e scendo alla fermata che so essere la mia.
Imbocco il vialetto verso casa e vedo Excalibur (no, non la spada magica di Artù), il Ford Van Americano di Cris.
Felice sento le farfalle nel mio stomaco dare il via alla danza primordiale dell’amore. Attraverso l’atrio del condominio ed eccolo là… Ad accogliermi uno dei sorrisi più belli che si possano ammirare.
Sento di aver perso un battito nell'istante in cui i miei occhi incontrano i suoi. In  silenzio ci abbracciamo.
Ci ritroviamo uniti, nuovamente completi.
L’universo ci sorride ed è parte di noi.

martedì 6 novembre 2012

IL COLLOQUIO DI GRUPPO


CAPITOLO N. 1

Esco di corsa, prendo un libro come talismano e già sento il suo disappunto mentre lo infilo nel caos che è la mia borsa.  
CV,  4 copie, sempre con me perché non si sa mai; 
penna nera che può sempre servire; 
la mia agenda che chiede tregua dal precariato peggio di me, contenente la miriade di informazioni utili fra cui: offerte di lavoro; numeri di telefono da contattare;  indirizzi vari ed eventuali; date e orari di appuntamenti presi, da prendere e che forse prenderò. 
Cerco la pagina desiderata con l'appuntamento del giorno e memorizzo l'orario fissato per il "colloquio" fra la miriade di scarabocchi/appunti/deliri.
Verifico su Google maps per l'ennesima volta la strada da percorrere (mi piace essere precisa!), estraggo dal portamonete che invano reclama la sua ragion d'essere il biglietto Citypass e tenendolo in mano a mo di katana e nell'altra il mio fedele "BB" (telefono/rubrica/delirio), mi addentro nella giungla cittadina con "SPERANZA" al mio fianco.

Tempo fa mi sarei concessa un buon espresso al chiosco bar che fungeva da interruttore start della giornata, ma questo gesto è stato bandito dalla lista delle cose che si possono fare e destinato nella lista "cose superflue e rinunciabili" (verranno pubblicate entrambe le liste non appena finirò di scriverle, ma devo dire che una si allunga di giorno in giorno al contrario dell'altra... Vi lascio immaginare quale delle due cresce a dismisura!), cosi ora il caffè me lo preparo da me, senza troppi perché.

Aspetto la mia carrozza.
Accendo il mio MP3 ed ecco che risuonano le note del mio sottofondo musicale, mentre come un mantra mi ripeto le eventuali risposte da dare al colloquio (mi preparo che l'imprevedibile è sempre in agguato!) e via che ci siamo, la destinazione X compare davanti come un oasi nel deserto. Percorro la strada che mi separa dall'ignoto, con un briciolo di emozione per quello che mi aspetta... Sto "ignoto" mi terrorizza e stimola in egual modo, ed eccomi sono davanti al citofono. Alzo la mano destra, manco dovessi giurare, ed estraendo l'indice magico... puff! Mi accoglie una voce, mi invita a salire: "primo piano""Peccato", penso io, ci fossero stati più gradini da salire mi sarei riscaldata l'animo a dovere, così tanto per tenermi allenata, non si può mai sapere eh!
"Buon giorno, sono qua per il colloquio", dico con un sorriso angelico, "ma và" percepisco dall'espressione della segretaria/impiegata/delirante responsabile di turno. Mantengo saldo il mio sorriso e con passo deciso e fiero varco la soglia. Entro.
"Si accomodi lì", mi intima miss."io il posto fisso ce l'ho e lo difenderò con le unghie", consegnandomi una cartella trasparente, con non ho ben compreso cosa da compilare e svanisce insieme alle sue certezze.
Saluto le altre vittime che mi guardano con sospetto e una luce di sfida negli occhi. 
Mi siedo. Emetto un lungo respiro Zen e apro la mia incognita che tengo ben salda nelle mie mani come fosse un trofeo appena vinto e mi immergo nella lettura. Cerco di concentrarmi, ma lo ammetto, ci riesco solo dopo aver analizzato: situazione; luogo; persone. Vado in cerca di dettagli utili, indizi. Sherlock Holmes si impossessa di me e sento le idee via via vorticare, prendere forma e librarsi nell'aria dopo essere state centrifugate e masticate dalla mia testolina frenetica.
Dopo la danza cerebrale, riabbasso lo sguardo sul questionario,  conscia che di pericolo non se ne sente traccia, ma di abbassare la guardia non se ne parla!
"Nome; Cognome; Data di nascita; Residenza". "Ok, facile... Le sò". Compilo diligentemente tutti i campi fino ad arrivare alla domanda che capisco essere la causa dell'aggrovigliamento viscerale che sento in atto dentro di me. 
La rileggo due, tre, quattro volte e una domanda viene a me di farla: "E SECONDO VOI PER COS'ALTRO?!"
Scusatemi, la domanda è la "domanda delle domande", cioè: "PERCHE' CERCHI LAVORO"

"PERCHE'?! ... Ma perché ho l'hobby della ricerca, e cosi mi sono specializzata in caccia al lavoro, sà volevo fare l'archeologa ma di soldi per farmi studiare non ne avanzavano mai e cosi mi sono arrangiata come potevo!!!".
Ora, o lascio che il cinismo prenda il sopravvento e irreversibilmente comandi il mio cervello e di riflesso la mia mano verso una risposta al quanto bizzarra, oppure lascio che quel barlume di ragione che mi rimane scriva la cosa più ovvia e soprattutto scriva la verità. Opto per la seconda scelta e in tutta sincerità armata di coraggio e di un sorriso isterico scrivo: "PER LO STIPENDIO... e che cavolo!!!". Mica ci riesco ad essere ipocrita, soprattutto quando sono pienamente consapevole che, "i soldi" servono, per ovvi motivi... Me ne basterebbe anche uno sobrio di stipendio, mica per farci chissà che... Mi servirebbe, ad esempio per farci la spesa, per mangiare si intende! Mica per andare ad una Beauty Farm, figuriamoci!: "LA SPESA=NUTRIZIONE=SOPRAVVIVENZA".
Chiaro, semplice e concreto!.

Consegno il mio bel questionario all'impiegata di turno e pazientemente attendo, insieme al turbinio di punti di domanda/dubbi/curiosità delirante che vedo formarsi sopra le teste delle ragazze sedute intorno a me.
"Potete accomodarvi nella stanza accanto". Le parole soavi della reginetta del posto fisso riecheggiano dello stipite della porta di fronte a noi, affacciandosi e facendo cenno di seguirla. Ci riaccomodiamo ed ecco a voi, signore e signori ha inizio il COLLOQUIO e perentorio parte il rimprovero per non aver occupato i posti in prima fila, "fosse un concerto" mi dico mentre caparbia mi alzo da brava guerriera e mi siedo là davanti!

Dunque... vi risparmio tutta la favoletta imparata a regola d'arte dalla responsabile-attrice , che tenta di impastarci per bene con le solite dosi di entusiasmo e finta cortesia, crescita mista a grandi possibilità di carriera e quel pizzico di miele cosparso di guadagni   anche facendo un "part-time", e mi soffermo nell'analisi del genere umano, che non smette mai di sorprendermi nel bene o nel male, e lascio a voi immaginare le reazioni silenziose e caute di molti che erano li con me, e i dubbi, le incertezze si fanno ancora più grandi di quelli lasciati nella stanza dei questionari. Percepisco la domanda collettiva leggendo nei loro occhi: "ma .. in sto lavoro, che si deve fare?! No, perché non se capitoooooooo!!!".
Eravamo li per un "posto di lavoro d'ufficio"s'era detto al telefono, ma qualcosa, più di una vabbé, non mi tornava e a quanto pare non ero l'unica a pensarla cosi.
"Chi vuole partecipare alla settimana PRIMI PASSI", ci sorride la Fata Turchina, dall'alto del suo sgabello, invitandoci ad un nuovo incontro... Rispondono si solo tre persone su dieci, e porca vacca io sono una di quelle... Già, mica posso permettermi di dire di no cosi tanto per dire eh! Biglietto da visita schiaffato in mano con tanto di numero di telefono della referente ed il magico appuntamento marchiato sul retro.
Mi pento immediatamente del mio si, ma lo ammetto sono carica di curiosità come sempre e nel chiedermi il perché, mi avvio a piedi (cosi risparmio almeno una corsa dell'autobus, che può sempre servirmi) verso la strada che mi condurrà in lande conosciute e sincere. Cammino verso casa felice con "Speranza" che mi tiene per mano. 
Ad attendermi  un saluto e delle fusa sincere.
Anche oggi, il mio contributo l'ho versato.

Ian Anderson MODENA 04/12/12 Tickets - TicketOne

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"A SPASSO CON BOB"

Grazia alla dritta della mia bella mamy, sono venuta a conoscenza di un racconto di quelli che davvero ti arricchiscono dentro...
Si tratta di un libro in cui si parla della storia vera, scritta da un ragazzo di strada e dell'incontro con un gatto di strada che a vicenda si salveranno e ameranno, condividendo gioie e dolori di una vita trascorsa in giro per una città inglese...

Mi commuove sempre il fatto che gli animali riescono sempre a sorprenderci, regalando momenti indimenticabili ed unici. In maniera gratuita ci donano quotidianamente e incondizionatamente il loro amore, senza chiederci mai niente in cambio.
Troppi uomini...Troppi individui al mondo sono convinti di poter danneggiare il pianeta. Distruggere ogni cosa che incontrano. Ammazzare qualsiasi creatura... Devastare sempre e comunque con la convinzione di esserne i padroni indiscussi e senza mai comprendere che senza animali, piante, senza fiumi e laghi e senza la terra non ci vivrà mai più nessuno.
Dovremo essere il CUSTODI di tutte le creature e di tutti i luoghi, preservandone la bellezza per donarla alle generazioni future, sperando che siano migliori, che migliore sia l'impegno e soprattutto le intenzioni.
Anche io ho la mia piccola compagna pelosa, Janis che sa farmi sorridere anche quando le giornate sono poco gratificanti, soprattutto quelle svolte a fare colloqui inconcludenti e molto deludenti...

lunedì 5 novembre 2012

Vi presento "SPERANZA" ...

'A speranza

Ogne semmana faccio na schedina:
mm a levo 'a vocca chella ciento lire,
e corro quanno è 'o sabbato a mmatina
'o Totocalcio pe mm' 'a ji a ghiucà .Cuccato quanno è a notte, dinto 'o lietto,
faccio castielle 'e n'aria a centenare;
piglio 'a schedina 'a dinto 'a culunnetta,
'a voto, 'a giro, e mm' 'a torn' 'a stipà
Io campo bbuono tutta na semmana,
sultanto 'o lluneri stongo abbacchiato,
ma 'o sabbato cu 'a ciento lire mmano
io torno n'ata vota a gghi a ghiucà .
Nun piglio niente, 'o ssaccio... e che mme 'mporta?
io campo solamente cu 'a speranza.
Cu chi mm'aggia piglià si chesta è 'a sciorta,
chisto è 'o destino mio... che nce aggia fà ?
'A quanno aggio truvato stu sistema
io songo milionario tutto ll'anno.
'A ggente mme pò ddi: - Ma tu si scemo?
Ma allora tu nun ghiuoche pe piglià ? -
Si avesse già pigliato 'e meliune
a st'ora 'e mo starrie già disperato.
Invece io sto cu 'a capa dinto 'a luna,
tengo sempe 'a speranza d' 'e ppiglià .

Poesia di Antonio De Curtis in arte TOTO'


Noi, siamo solo Noi...

Confidare nella speranza non basta... Dobbiamo credere di più in noi stessi!